NATALE – il risveglio dell’intuizione dell’Anima

NATALE – il risveglio dell’intuizione dell’Anima
9 Dicembre 2019 Spazio Synthesia

Ogni anno ancor prima che arrivi il Natale, iniziamo una serie di comportamenti abitudinari e poco consapevoli: organizziamo pranzi in famiglia, addobbiamo l’albero, ci immergiamo nella nostra corsa ai regali… In questo frenetico vortice spesso dimentichiamo la sacralità di un momento in cui è racchiuso il senso della vita stessa.

Nelle epoche antiche la vita era scandita da rituali che simbolicamente accompagnavano l’uomo in una evoluzione e trasformazione interiore. Alcuni di questi riti si sono persi, altri hanno assunto forme nuove, ma in generale nella società moderna si è assistito ad una graduale perdita di significato e di senso.

Il Natale può essere inteso come la celebrazione del nostro Sé (transpersonale), attraverso la consapevolezza profonda che ospitiamo dentro di noi una scintilla di luce.


“Nascesse mille volte Cristo in Betlemmese in te non nascesei perduto in eterno!”
A. Silesius (mistico tedesco)


IL SILENZIO E L’ASCOLTO

Il significato del Natale va ricercato dunque dentro noi stessi.
Il tempo dell’Avvento è un momento di pratica Silenziosa in cui entriamo in profondo contatto con noi stessi attraverso la meditazione. Ed ecco l’invito ripetuto nelle sacre scritture di entrare nel Regno di Dio che è dentro di voiDentro, non fuori. Questo si svela nel silenzio dell’ascolto cui la meditazione conduce.

Attraverso questo Ascolto profondo avviene il risveglio della nostra consapevolezza, che ci fa riconoscere che noi siamo un’Anima incarnata. Si tratta di un Ascolto accogliente, in cui non ci sforziamo di comprendere attraverso l’intelletto, ma facciamo nostra una esperienza diretta grazie all’Apertura del Cuore.

“Il Natale, riferimento a una nascita del divino nel tempo, ha dunque il senso di ri-cordare, nel suo senso etimologico di riportare all’interiorità, risvegliare nell’anima nostra ciò che le è proprio ed essenziale: il divino che è nel suo fondo più intimo.” – M. Vannini

Nel Silenzio interiore possiamo sentire la voce dell’Anima. Ma, per arrivare a questa esperienza dobbiamo affidarci alla nostra interiorità, consacrarci totalmente all’esperienza, lasciando andare ogni preoccupazione. La scintilla divina va cercata con attenzione dentro il nostro Cuore, superando i rumori e le distrazioni, che spesso ci portano a vivere in superficie anche il rapporto con gli altri.



MEDITAZIONE

Il meditante cercherà soprattutto quel silenzio capace di placare il rumore dei suoi pensieri, e quello delle emozioni che abitano il suo animo

    1. Ci mettiamo in una posizione comoda e rilassata che ci permetta di concentraci
    2. Chiudiamo gli occhi, ascoltiamo tutto il corpo a partire dal nostro respiro.
    3. Osserviamo ciò che attraversa il corpo, il cuore e la mente, senza cercare di cambiare nulla. Lasciamo semplicemente che l’attenzione si posi sulle sensazioni del respiro, mantenendo una respirazione naturale e spontanea.
    4. Poniamo l’attenzione al nostro torace, la zona del cuore;
    5. Entriamo nel nostro Cuore Profondo, in cui abita un Silenzio capace di pervadere il nostro intero essere. Nel cuore vive la nostra anima, nel Silenzio possiamo percepire la presenza di una scintilla divina.
    6. Il nostro Cuore è lo spazio sacro dove accogliere Dio e interagire con Lui.
    7. In questo spazio sacro possiamo abbandonare ogni nostra resistenza e ogni paura, lasciandoci pervadere da un Amore immenso, caldo e accogliente. In questo Amore perdoniamo noi stessi e siamo capaci di esprimere compassione, aiuto, sostegno, accoglienza.
    8. Lasciamo emergere momenti della nostra vita in cui abbiamo sperimentato questo Amore puro e incondizionato, momenti in cui abbiamo aperto il nostro cuore, piccoli istanti in cui abbiamo donato un sorriso, l’ultima volta che abbiamo provato profonda gratitudine.
    9. Ripetiamo dentro di noi: “Espandi il mio cuore perché possa contenerti. Possa io essere un veicolo di questo immenso Amore, nel mondo”.

“Non è l’appartenenza a una chiesa a permettere di accogliere il Cristo, né i riti formali che lo proclamano salvatore senza però consentire di conoscerlo mai veramente. Gesù si accoglie entrando in contatto con lui nella meditazione.
Conoscere il Cristo significa chiudere gli occhi, espandere la coscienza e raggiungere una concentrazione così profonda da condividere lo stesso stato di coscienza di Gesù, grazie alla luce interiore dell’intuizione dell’anima”. – P. Yogananda


A cura della Dr.ssa Maria Vittoria Salimbeni
www.mariavittoriasalimbeni.com

 

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